Michel Baron - Corso d'armonia
© Versione italiana a cura di Joanne Maria Pini

MICHEL BARON

CORSO D'ARMONIA

« Guidare innanzittutto verso l'essenziale. »

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Principali fonti pedagogiche:
( senza alcuna responsabilità delle persone sottocitate )

Geneviève Nau
1° premio di violino, armonia, contrappunto e fuga al
Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi (C.N.S.M.)

Maurice Franck
Prix de Rome, professore al C.N.S.M. di Parigi
e al Centre national de préparation au professorat de musique (C.A.E.M.)

Henri Challan
Grand Prix de Rome,
professore d'armonia al C.N.S.M. di Parigi
e al Centre national de préparation au C.A.E.M.

Alain Weber
1er Grand Prix de Rome
e professore d'armonia al Centre national de préparation au C.A.E.M.,
professore di contrappunto e "professore consulente" degli studenti al C.N.S.M. di Parigi.


Prefazione alla prima edizione
( 1973 )

Ho letto con molto interesse il "Précis pratique d'harmonie" di Michel Baron, nel quale la chiarezza e la concisione sono notevoli.

Quest'opera è chiamata non solo a rendere grandi servigi ai giovani 'armonisti', ma anche a rinfrescar la memoria dei meno giovani !

Tutti vi troveranno, senza ricerche fastidiose, le risposte alle più diverse domande, esposte senza inutile letteratura e completati da esercizi ben selezionati.

Bravo, Michel Baron, potete esser ben soddisfatto del vostro lavoro, mi complimento con voi, ben comprendendo la somma delle difficoltà che avete dovuto superare per condurre il lavoro a buon fine.
Henri Challan

Henri Challan   


Introduzione e avvertenza

Il postulato politicamente corretto secondo il quale l'armonia sarebbe una disciplina che serve a sviluppare l'orecchio di base è altrettanto poco serio che il considerare gli studii di medicina come qualcosa di propedeutico per assimilare i corsi di biologia del liceo.

E' allo stesso modo di 'bon ton', soprattutto nelle università americane, il limitare l'armonia ad un utensile indispensabile per i corsi d'analisi. Altrove, dei mandarini, affermano che la Musica non tornerà mai più alla concezione dell'opera "scritta". Quest'affermazione non vale, forse, che nei confronti d'un piccolo settore artistico orientatato al piacere dei sensi di qualche decina di creatori sovvenzionati. In realtà, tutta la musica commerciale che noi subiamo (la maggior parte delle cattive pubblicità, ad esempio) così come tutta la musica che la maggior parte della gente apprezza (come le migliori musiche da film) sono sempre scritte secondo i principi di base della scrittura classica, quali che ne siano le varianti e l'evoluzione. Allo stesso modo, nel territorio artistico "serio", molti creatori conoscono il loro mestiere, finalmente eseguiti molto più regolarmente di certi mandarini, di cui la moda passa rapidamente, continuano ad utilizzare la forma scritta. Non è dunque oggi cosa anacronistica lo studiare l'armonia classica a fondo, in quanto inizio dell'apprendimento della scrittura musicale, concetto che ha molta più utilità e avvenire sociale che la corsa ai linguaggi personali: oggi l'opinione comune è che nessun creatore non possa permettersi d'avere il medesimo linguaggio musicale del suo vicino e dovrebbe innanzitutto trovarsene uno proprio "un suo suono personale" per godere d'una buona situazione professionale. Si sa bene che parecchie di queste strade son soprattutto riuscite ad allontanare dalla musica, che definivano seria, il pubblico ch'essa aveva saputo conservare pur attraverso le grandi evoluzioni della prima metà del secolo: quando Ravel ha creato il suo "Bolero", si poteva ascoltare la gente fischiettare il tema per strada (1). Vi è mai capitato di sentire qualcuno fischiettare qualcosa di Boulez o di Stockhausen in metropolitana? Ah, d'accordo, solo perché più difficile?

30 anni d'esperienza nell'insegnamento dell'armonia ad ogni livello, mi autorizzano a descrivere qui qualche situazione verificata di persona non poche volte.

Il presupposto principale per accostarsi all'armonia è d'avere una buona rappresentazione mentale degli accordi di tre e quattro suoni (ascoltarli, riconoscere il nome delle note che li costituiscono, come, ad esempio, nel dettato a tre voci). Lo studente deve essere completamente a suo agio in quest'ambito, perché il corso d'armonia gli richiederà, inoltre, d'imparare ad immaginare, a scegliere questo o quell'altro accordo (o quel grado o quella funzione).

Lo studente che non possiede l'udito "verticale" preparato prima del corso d'armonia, progredisce di norma più lentamente. Più grave della sua lentezza, egli sopperisce al suo ritardo auditivo per mezzo di sistemi di ragionamento logici, intellettuali. Queste stampelle, sebbene funzionino bene all'inizio degli studii, non conducono lontano: immancabilmente, quando il ragionamento, anche interessante, lo conduce a più possibilità altrettanto logiche, ma delle quali, sfortunatamente i tre quarti sono brutte (studio delle modulazioni, ad esempio) lo studente raggiunge il massimo delle sue possibilità e si scopre senza qualità prettamente musicali per progredire, perde un anno, percepisce in maniera distorta il corso o abbandona.

In altre parole, la maggior parte degli errori reiterati e apparentemente non correggibili, degli studenti, derivano dal fatto che è molto più difficile riconoscere o riutilizzare un concetto memorizzato intellettualmente che ritrovare auditivamente la medesima cosa in quanto evento sonoro conosciuto, incontrato mille volte nella vita musicale di tutti i giorni. Parodiando, lo studente intellettuale ma non sviluppato sul piano auditivo non sa riconoscere o ritrovare quest'immagine quando ne avrebbe bisogno per armonizzare (la sua mente non può funzionare come una macchina, e anche se l'avesse potuto, che bella vita d'artista ! ) : procede a tentoni come un cieco... Al contrario, lo studente che non si pone troppi problemi intellettuali, ma intuitivo e con un buon udito, riterrà senza sforzo col suo orecchio, le regole generali, il caso particolare, etc. come dei cliché auditivi ben noti, e progredirà almeno tre volte più in fretta. E questo non è che giustizia!

In effetti, l'obiettivo degli studii di scrittura è quello di manipolare dei suoni, delle sensazioni sonore, delle scelte in funzione di criteri estetici ai quali attribuiamo un senso musicale, conseguenza della nostra comune cultura musicale occidentale. La logica, il ragionamento, benché soggiacenti (si può analizzare tutto e il contrario di tutto) non sono i creatori primari in alcun atto musicale e non vi aiuteranno che sul piano della costruzione formale, che d'altro canto è raramente complessa al primo livello ed a maggior ragione in brevi esercizi. In definitiva, tutto quello che sarà discusso nel corso d'armonia deve corrispondere, nella vostra interiorità, ad una rappresentazione sonora molto chiara, in mancanza della quale vi sentirete esattamente come dei ciechi in una scuola di pittura, che spremono tubetti di colore sui quali le etichette non sono per loro leggibili. Quale scuola d'arti visive potrà accettare tali allievi? Così dovrebbe esser anche per la musica, ma invece con l'orecchio si può simulare per qualche tempo.

Il contenuto di questo corso rappresenta l'essenziale di quello che si dovrebbe conoscere senza esitazione, tanto più che le regole che vi si incontreranno esprimono il buon senso e la ricerca d'un buon equilibrio sonoro. Per una risposta rapida e più dettagliata su di un argomento più raro o più complesso, vogliate consultare il recente Précis d'harmonie tonale di Marcel Bitsch. Per quanto riguarda una scelta di esercizi specifici, la serie progressiva dei 380 basses et chants donnés d'Henri Challan è incomparabile. Per quanto riguarda una scelta di esercizi specifici, la serie progressiva dei 380 basses et chants donnés d'Henri Challan è incomparabile. Per dei lavori più avanzati e lo studio degli stili, consultate la bibliografia o rivolgetevi ad un insegnante.

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1) Parigi, 1° luglio 1999 (dati AFP) - Il "Bolero" di Maurice Ravel figura sempre al primo posto delle opere musicali francesi le più esportate, secondo l'annuale rapporto della Société des auteurs, compositeurs, éditeurs de musique (SACEM), rapporto che considera le emissioni del 1996-1997, con la ripartizione dei diritti d'autore nel 1998. Oltra al "Bolero" figurano nei dieci primi posti un'altra opera di Ravel ("Daphnis et Chloé"), due partiture d'un russo, Prokofiev ("Romeo e Giulietta, opus 64" e "Pierino e il Lupo"), così come la Sinfonia n° 5 in re minore di Shostakovitch.


Sarò infinitamente riconoscente alle persone che mi potranno procurare delle foto (libere da diritti), di tutti i professori menzionati su questo sito !

Verifica della 1^ versione Web, testi e caratteri : Ginette et André Côté.


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  1 - Introduzione 11 - Ritardi
  2 - Regole generali 12 - Note estranee melodiche
  3 - Triadi 13 - Pedale
  4 - Primo rivolto 14 - Bassi non numerati
  5 - Secondo rivolto 15 - Corale e altri stili
  6 - Modulazione 16 - Tavola delle numerazioni
  7 - Settima di dominante 17 - Bibliografia, biografie
  8 - Settime secondarie 18 - Link utili, ricerca
  9 - Nona di dominante 19 - Estratti da un trattato
10 - Armonia cromatica 20 - L'autore   Il traduttore

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